1. Introduzionealla cooperazione
La cooperazione ha una storia che è insieme antica e moderna.
Antica, perché se ci riferiamo alla cooperazione come semplice forma di auto-organizzazione che fa riferimento ai concetti di collaborazione, solidarietà e mutualità è possibile rinvenire esempi arcaici di cooperazione, perfino a partire dai tempi dell’antica Roma.
Moderna, perché se invece intendiamo riferirci alla cooperazione così come oggi la conosciamo dobbiamo allora farne risalire la nascita al contesto storico e socio economico della “rivoluzione industriale”, rispetto al quale la cooperazione è sorta come risposta alle condizioni di estremo disagio in cui tale poderoso processo di sviluppo e di innovazione tecnologica aveva posto le classi meno abbienti, massicciamente impiegate come manodopera a basso costo.
Fatte salve le caratteristiche di fondo di tale periodo, le particolari e diverse condizioni verificatesi in vari paesi europei hanno dato luogo, come vedremo in seguito, a quelle che sarebbero divenute alcune delle forme di cooperazione ancor oggi più diffuse e praticate in tutto il mondo.
Cos’è una cooperativa
Si tratta,indiscutibilmente, di uno straordinario modello di democrazia imprenditoriale, che si differenzia sostanzialmente dalle società di capitali su diversi aspetti, ma in primo luogo per il principio del voto capitario: chi partecipa all'impresa, in sostanza, nelle scelte dell'impresa stessa esprime un solo voto, indipendentemente dalle quote di capitale possedute.
Pur perseguendo progetti imprenditoriali, le cooperative non hanno scopo di lucro, sono profondamente radicate al territorio in cui si collocano, e non a caso l'articolo 45 della Costituzione Italiana "riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità".
Cos’è la mutualità
L'unica definizione della nozione di mutualità rimane quella contenuta nella relazione del Ministero di Grazia e Giustizia al codice civile del 1942 (n. 1025), con la quale si affermava che "le società cooperative sono nettamente distinte dalle altre società in virtù del loro scopo prevalentemente mutualistico, consistente nel fornire beni o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri della organizzazione a condizioni più vantaggiose di quelle che otterrebbero dal mercato, mentre lo scopo delle imprese sociali in senso proprio è il conseguimento e il riparto degli utili patrimoniali".
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